Cheyletiellosi: la forfora che cammina

La cheyletiellosi è una parassitosi sostenuta da acari del genere Cheyletiella. Colpisce cane, gatto e coniglio ed altri mammiferi ma può dare dermatiti transitorie anche nell’uomo che solitamente regrediscono spontaneamente una volta eliminato il parassita dall’animale.
Negli animali domestici la sintomatologia comprende alopecia e dermatite esfoliativa diffusa su tutto il corpo, il prurito è tendenzialmente assente o molto leggero, nel gatto si può sviluppare una forma caratterizzata da papule, croste e forte prurito. Il parassita ha dimensioni relativamente grandi rispetto ad altri acari, in alcuni casi si può infatti avere la sensazione che le scaglie di pelle presenti tra il pelo dell’animale si muovano, da qui la denominazione “forfora che cammina”.

Cheyletelliosi in un coniglio, il pelo si presenta coperto di forfora, fragile e facilmente rimovibile

Il contagio avviene per contatto diretto, le femmine adulte possono comunque sopravvivere anche più di una settimana lontano dall’ospite.
Il trattamento avviene tramite l’utilizzo di comuni prodotti acaricidi, eventuali lesioni cutanee guariscono spontaneamente dopo l’eliminazione del parassita.

In copertina: Cheyletiella del coniglio (Cheyletiella parasitovorax), riconoscibile per i caratteristici uncini a livello di palpi labiali.

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Acari delle orecchie del cane e del gatto, scopriamoli da vicino.

Col termine otoacariasi si identificano le parassitosi sostenute da acari che interessano l’orecchio esterno, in clinica veterinaria le prinicpali otoacariasi sono la rogna otodettica per quanto riguarda i carnivori domestici e la rogna psoroptica per quanto riguarda il coniglio.
Il parassita responsabile della malattia è Otodectes Cynotis, un acaro che colonizza principalmente il condotto uditivo esterno di cane, gatto e furetto ma che può interessare anche le aree cutanee limitrofe.
La sintomatologia comprende prurito (il cane scuote la testa e si gratta alla base dell’orecchio) e presenza all’interno del condotto uditivo di cerume tipicamente nerastro e secco, il parassita adulto avendo dimensioni dai 0,2 ai 0,45 millimetri può essere percepibile ad occhio nudo presentandosi come un piccolo puntino bianco.

Femmina immatura a forte ingradimento

Il ciclo completo uovo-uovo va dai 18 ai 28 giorni in base alla temperatura esterna (il ciclo si completa più rapidamente nei mesi caldi) e si svolge interamente nel canale auricolare dove temperatura e umidità sono ottimali per lo sviluppo dell’acaro.
L’infestazione è spesso bilaterale, l’acaro infatti copre rapidamente la distanza tra le due orecchie e può sopravvivere all’esterno del canale auricolare per qualche giorno in relazione alle condizioni ambientali.
La trasmissione avviene per contatto diretto e non è specie-specifica, può avvenire quindi tra carnivori di diverse specie.

esemplare di acaro delle orecchie con uovo

Il coniglio è interessato da una patologia simile provacata da un’acaro della stessa famiglia di Otodectes Cynotis chiamato Psoroptes cuniculi che dà il nome appunto alla rogna psorptica del coniglio.
La terapia prevede trattamenti con acaricidi locali o sistemici in base al grado di infestazione e alle condizioni generali del paziente, la prognosi in caso di trattamento è generalmente buona ed il problema si risolve in una o due settimane, eventuali croste non devono essere rimosse ed è in genere sconsigliato l’uso di cotton fioc per rimuovere il cerume. Vista la natura contagiosa della patologia e la sua aspecificità altri animali eventualmente venuti in contatto col soggetto colpito dovrebbero essere controllati.

Nell’immagine di copertina tre esemplari di Otodectes Cynotis dei quali due in accoppiamento, il video seguente mostra la velocità di un giovane acaro mentre percorre la superficie di un vetrino.

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