Leggi biologiche: comprendere la malattia oltre il sintomo

Ambulatorio Veterinario San Francesco Levico Terme Trento cani e gatti (18)

In supporto alla medicina tradizionale, l’utilizzo delle leggi biologiche unito alla conoscenza dell’etologia fornisce un aiuto in più al fine di comprendere il significato delle malattie e soprattutto la comprensione delle recidive.

Le leggi biologiche attingono all’embriologia e al foglietto embrionario connesso all’organo colpito dalla patologia, dando un senso alla motivazione di base da cui nasce il sintomo.

Un esempio pratico: la cistite felina

Parlando di cistite su un felino, la medicina classica parte da un esame obiettivo generale del paziente associando un esame delle urine di tipo biochimico, citologico e microbiologico, ma non si pone il quesito per cui quella cistite è stata innescata.

In questo le leggi biologiche ci vengono in aiuto: ci parlano dell’attivazione di un foglietto embrionario specifico e, a monte, di un problema connesso al territorio in cui vive quel felino. Se il medico non si pone tale quesito, gestendo la patologia secondo la sola medicina classica e non dando importanza alla causa territoriale che l’ha scatenata, avrebbe un successo relativo dovuto alla semplice rimozione del sintomo, andando così incontro, molto probabilmente, alla recidiva.

Un approccio complementare, non sostitutivo

Le leggi biologiche non sostituiscono la medicina tradizionale: la affiancano. Conoscere il significato profondo del sintomo permette al medico veterinario di proporre percorsi terapeutici più completi e di lavorare sulle cause, non solo sui sintomi.

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